Quantificazione dei danni

Come si calcola il danno alla persona a seguito di un incidente stradale?

A seguito di un sinistro viene rilasciato all’automobilista un referto medico dal pronto soccorso in cui sono indicati i giorni di prognosi che valgono ai fini del risarcimento: tanto maggiori sono, tanto più alto sarà il risarcimento. All’esito dei giorni di prognosi indicati dal certificato del pronto soccorso, l’automobilista, qualora non completamente guarito, potrà farsi riconoscere altri giorni di prognosi da una struttura pubblica o privata (certificati del medico di famiglia non hanno valore).
Il danneggiato dovrà presentare all’assicurazione i certificati di pronto soccorso, tutti i certificati delle successive visite mediche, le ricevute per le medicine e le cure eseguite attraverso la richiesta danni e all’esito della guarigione il medico di famiglia potrà emettere un certificato di avvenuta guarigione. Il danno che viene risarcito dall’assicurazione sono di due tipi: danno alla persona e danno materiale.

I primi sono il danno economico, biologico permanente, l’invalidità temporanea, il danno morale e fanno parte della seconda categoria i danni al mezzo.

Tenendo conto di questi l’assicurazione dovrà formulare un’offerta.

Vediamo come funziona:

Danno economico

Il danno economico comprende tutte le spese affrontate a causa dell’incidente: cure, farmaci, visite, indagini strumentali (risonanze, tac, raggi, ecc.). In più comprende il danno da «lucro cessante» ossia quello per il mancato guadagno a causa della cessazione dell’attività lavorativa: in questo caso è più difficile dare dimostrazione del pregiudizio, dovendosi provare che, a causa della malattia, si è guadagnato di meno.
Nel danno subito da circolazione stradale oltre al riconoscimento dell’invalidità permanente va riconosciuto anche il danno da perdita di chances in relazioni a futuri lavori anche nel caso in cui la vittima sia disoccupata. Secondo la Cassazione, in un sinistro stradale, il danno patrimoniale non può essere escluso perché la vittima era disoccupata e lo stesso vale anche per il mancato riconoscimento del danno da perdita di chance. «Nei casi in cui l’elevata percentuale di invalidità permanente rende altamente probabile – scrive la Cassazione -, se non addirittura certa, la menomazione della capacità lavorativa specifica ed il danno che necessariamente da essa consegue, il giudice può procedere all’accertamento presuntivo della predetta perdita patrimoniale, liquidando questa specifica voce di danno con criteri equitativi».

Danno biologico permanente

Le lesioni riportate con l’incidente vengono quantificate sulla base di apposite tabelle (in attesa delle tabelle nazionali si considerano quelle del tribunale di Milano). Il risarcimento è parametrato sulla base di due variabili:
• la percentuale di danno biologico riconosciuta dall’assicurazione: tanto più è alta, tanto maggiore è il risarcimento;
• l’età del danneggiato: tanto più è anziano, tanto minore è il risarcimento. A parità di danno, quindi, un giovane viene risarcito di più poiché è maggiore l’aspettativa di vita e, quindi, il tempo che dovrà convivere con la menomazione fisica riportata.
Le tabelle del danno biologico offrono un indice standard di liquidazione, ma è possibile un aumento percentuale “personalizzato” sino al 30% in base alla peculiarità del caso concreto e al danno arrecato alla vita di relazione del soggetto.

Invalidità temporanea

Per ogni giorno in cui il danneggiato è rimasto “fermo” o limitato nei movimenti per via del risarcimento scatta un risarcimento. Si considerano le seguenti voci:
• giorni di invalidità totale: sono quelli in cui il danneggiato è stato a letto e non si è potuto muovere;
• giorni di invalidità parziale al 75%: sono quelli in cui, pur potendosi alzare dal letto, ogni altra attività è stata pregiudicata (ad esempio se il danneggiato si alternava tra letto, poltrona e tavolo da pranzo);
• giorni di invalidità parziale al 50%: sono quelli in cui il danneggiato ha iniziato a muoversi, a camminare ed eventualmente a svolgere una blanda attività lavorativa;
• giorni di invalidità parziale al 25%: qui la guarigione è prossima.

Per ogni giorno di inabilità temporanea assoluta (al 100%) vengono risarciti 46,29 euro (dati aggiornati a giugno 2015). Per ogni giorno di inabilità temporanea non assoluta viene risarcita una percentuale pari a quella dell’inabilità. Ad esempio:
• un giorno di inabilità temporanea al 50% verrà risarcito con 23,15 euro (il 50% di 46,29).
• un giorno di I.T. al 75% verrà risarcito con 34,72 euro (il 75% di 46,29).
• dieci giorni di I.T. al 25% verranno risarciti con 115,72 euro (il 25% di 46,29 moltiplicato per 10 giorni).
• dieci giorni di I.T. assoluta verranno risarciti con 462,90 euro (46,29 moltiplicato per 10 giorni).

Danni morali

Esso si sostanzia nella sofferenza psichica subita da un soggetto a causa di un fatto illecito commesso da altri, che in tema di risarcimento del danno deve essere accertato in sede civile.
Si tratta di danno che, sebbene spesso riconosciuto dal giudice, è difficilmente quantificabile perché dipendente da fattori soggettivi difficilmente accertabili e individuabili.
I danni morali sono il dolore, la depressione, l’ansia, i patemi d’animo, che possono avere varia origine: si pensi ad esempio ai parenti delle vittime di incidenti stradali, del lavoro, ecc.

Danni al mezzo

Comprende i soldi necessari a riparare la macchina danneggiata dall’incidente. Si valuta l’auto al momento del sinistro: per cui, se il danno è superiore al valore economico residuo del mezzo, il proprietario ottiene un risarcimento limitato a tale importo;

Ma siamo obbligati ad accettare l’offerta dell’assicurazione?

L’assicurazione propone una somma a saldo e stralcio di ogni tua richiesta di risarcimento. Sei libero di accettarla e di rinunciare a ogni ulteriore pretesa (in tal caso non potrai più fare causa all’assicurazione) oppure di trattenerla con riserva di agire in tribunale per il residuo credito che ritieni di vantare. In quest’ultimo caso, dopo aver incassato i soldi del risarcimento, potrai avviare un giudizio con il tuo avvocato. Naturalmente l’atto di accettazione della somma dovrà chiarire che ritieni il risarcimento offertoti come solo un acconto del maggior importo che invece ti è dovuto.

 

(fonte: www.laleggepertutti.it)