Sentenza n. 87/2018 pubbl. il 07/02/2018

RG n. 2921/2016

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO di FERRARA
SEZIONE CIVILE

L’importanza della prevedibilità dell’ostacolo.

Una signora inciampa e cade a causa del marciapiede sollevato dalle radici, ma il Comune afferma che essendo la stessa una frequentatrice abituale del luogo avrebbe dovuto conoscere o accorgersi dell’ostacolo.

Il Tribunale, nella persona del Giudice dott. Caterina Arcani ha pronunciato ex art. 281 sexies c.p.c. la seguente

SENTENZA

nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 2921/2016 promossa da:

LINA  _______ con il patrocinio dell’avv. ___________________e dell’avv. ____________

; , elettivamente domiciliato in  _________ ITALIA, 31 _____________Opresso il difensore avv.

ATTORE/I

contro

COMUNE DI CODIGORO, con il patrocinio dell’avv.  _______ e dell’avv._____________

VIA BRENNERO, 139  _________ ; , elettivamente domiciliato in VIA BOLOGNA ________ Apresso il difensore avv. _____________

CONVENUTO/I

Lina _________ ha convenuto in giudizio il Comune di Codigoro per ivi sentirlo condannare al risarcimento dei danni patiti in conseguenza del sinistro occorso il 14 maggio 2015.

Nell’occasione, l’attrice, che percorreva a piedi il marciapiede in Piazza della Libertà a Codigoro, cadeva a terra a causa del dissesto presente nella pavimentazione stradale, formata da mattonelle autobloccanti, alcune delle quali sollevate dalle radici degli alberi, battendo violentemente il viso e gli arti superiori al suolo e perdendo così conoscenza.

L’attrice invoca, quindi, la responsabilità del convenuto ai sensi dell’art.2051 c.c.e ne chiede la condanna al risarcimento dei danni alla persona e patrimoniali, ricordando in particolare che il giorno successivo al sinistro si rendeva necessario il ricovero del marito presso la Casa Protetta di Iolanda di Savoia, perché gli venisse prestata la cura ed assistenza continuativa da parte di terzi, a fronte della impossibilità della moglie di accudirlo. Il ricovero si protraeva per oltre 3 mesi con un esborso di euro 4500,00 fino al decesso del sig. _________ il 25 luglio 2015.

Afferma parte attrice che il sinistro occorso abbia influito negativamente sull’equilibrio psicofisico del marito, costretto ad un improvviso ricovero in un centro di assistenza, laddove, privato della presenza della moglie che l’aveva amorevolmente accudito fino a quel giorno, vedeva le sue condizioni aggravarsi precipitosamente fino alla morte.

Sottolinea altresì l’attrice lo stato di estrema sofferenza in cui si era trovata per la impossibilità di prendersi cura del marito malato.

Costituitosi in giudizio, il convenuto ha chiesto il rigetto della domanda attorea ed in subordine il contenimento della stessa tenuto conto del concorso di colpa dell’attrice.

La dinamica del sinistro deve essere ricostruita alla luce delle deposizioni testimoniali.

Assume rilievo, in particolare, la deposizione della teste _________ la quale ha riferito: “Io mi trovavo all’interno del forno che ha vetrine grandi; preciso che il forno ______ è di mia proprietà e dalla mia posizione ho visto la signora avvicinarsi, intanto servivo un cliente e in un attimo l’ho vista per terra. Sono subito corsa fuori e l’ho soccorsa con altre persone che erano lì intorno. Preciso che incidenti di questo tipo si sono verificati in altre occasioni”.

Il teste ________  figlio dell’attrice, che ha affermato di non avere assistito alla dinamica del sinistro, ha dapprima riconosciuto le fotografie prodotte sub doc.1 da parte attrice, come rappresentanti la Piazza della Libertà a Codigoro; ha poi riferito: “posso dire che all’epoca dei fatti la magnolia presente sulla piazza con le sue radici aveva portato in alto il porfido e disconnesso le mattonelle. Il giorno dopo hanno messo un cartello con divieto di transito e un nastro bianco e rosso, quello che si usa per i cantieri per circondare l’area intorno alla magnolia; dopo una settimana mi pare il 18 maggio hanno messo a posto la pavimentazione”.

La fattispecie è disciplinata dall’art.2051 c.c., che sancisce la responsabilità del custode per i danni provocati dalla cosa custodita e tale responsabilità, per giurisprudenza ormai consolidata, si estende agli enti territoriali per i danni che si verificano sui beni soggetti alla loro proprietà e controllo, quando il danno sia conseguenza di un particolare modo di essere della cosa, che per le caratteristiche in cui si trova risulti essere insidiosa e pericolosa.

Nel caso di specie dalle fotografie prodotte da parte attrice e dalle dichiarazioni sopra riportate emerge che effettivamente la mattonella fosse sollevata e come tale idonea a provocare incidenti come quello occorso.

E se il teste ________ non ha assistito alla dinamica, la teste ______ ha dichiarato di avere visto l’attrice avvicinarsi e subito dopo a terra.

Orbene, anche se la teste non ha percepito direttamente la caduta, tale dichiarazione, unitamente alla constatazione dello stato dei luoghi, assume rilevanza ai fini della ricostruzione indiretta del nesso causale, in modo conforme a quanto affermato da parte attrice, ben potendo la prova del nesso causale essere raggiunta anche indirettamente, sulla base di indizi gravi precisi e concordanti.

Occorre ora soffermarsi sulla tesi prospettata da parte convenuta, circa la rilevanza causale, nella determinazione dell’evento, del comportamento colposo della danneggiata, che, con la propria distrazione, avrebbe provocato l’incidente, pur conoscendo o dovendo conoscere lo stato dei luoghi per esserne una frequentatrice abituale.

Orbene, sul punto si osserva che il comportamento dell’attrice risulta essere stato del tutto nella norma, inoltre la conoscenza dei luoghi, dovuta alla frequentazione degli stessi, non le imponeva di essere a conoscenza anche dello specifico ostacolo rappresentato dalla mattonella sollevata. Diverso ragionamento si sarebbe potuto seguire se il terreno fosse stato tutto dissestato o se l’ostacolo fosse stato di dimensioni macroscopiche. Nel caso di specie , invece, si tratta di insidia non immediatamente riconoscibile, a meno di non camminare con lo sguardo fisso a terra.

Né, del resto, parte convenuta ha dedotto alcuna specifica anomalia o imprudenza nella condotta tenuta. Sussiste quindi pienamente il nesso causale fra il fatto occorso ed il danno alla persona.

Quanto alla determinazione dello stesso, occorre rifarsi alla CTU del dott.Antonio________che ha riconosciuto un danno permanente nella misura dell’8-9 %, un danno biologico temporaneo assoluto (100%) pari a giorni 12, un danno biologico parziale temporaneo al 75% pari a 30 giorni, un danno biologico temporaneo parziale al 50% pari a 40 giorni, un danno biologico parziale temporaneo al 25% pari a 60 giorni.

Pertanto, in applicazione delle tabelle ministeriali per la liquidazione del danno di lieve entità, all’attrice, tenuto conto dell’età della danneggiata al momento del fatto, dovranno essere riconosciuti a titolo di IP euro 9950,00.

Devono quindi essere riconosciuti euro 562,56 a titolo di ITT per giorni 12, considerati euro 46,88 al giorno; euro 1054,8 per ITP al 75%; euro 937,6 per ITP al 50%; euro 703,2 per ITP al 25%, per complessivi euro 3.258,16 .

Sulle somme liquidate per il danno permanente deve, quindi, essere riconosciuto un ulteriore aumento del 10% in funzione della personalizzazione del danno, dovuto alla particolare condizione di sofferenza nella quale l’attrice si è trovata, per non aver potuto assistere il marito e così per euro 995,00.

Non può, però, essere riconosciuto l’importo di euro 4500,00 per le rette della Casa Protetta ove il marito fu ricoverato prima di morire.

Non vi è prova dei relativi esborsi, né del fatto che il marito vi sia stato proprio ricoverato a causa delle condizioni in cui si trovava la moglie non essendovi elementi che consentano di concludere che l’attrice, lei stessa di età avanzata, si sarebbe occupata del marito, che versava in condizioni particolarmente gravi, tanto che venne a mancare poco tempo dopo.

Quanto alle spese, è documentata la nota del dott_______, fisiatra per euro 675,00; la fattura 11 del 14.1.2016 per euro 319, 64; la fattura del dott. _______ p er euro 366,00.

Non possono, poi, essere riconosciuti gli importi per assistenza stragiudiziale, posto che non vi è prova della necessarietà. Né dell’utilità dell’attività svolta da Studio Erredue.

Deve, quindi, essere riconosciuto, a titolo di danno patrimoniale, l’importo di euro 1360,64. Il danno complessivo ammonta, quindi, ad euro 15.563,8 da arrotondare ad euro 15.560,00.

Tale somma deve essere corrisposta all’attrice dal Comune convenuto, maggiorata degli interessi legali dalla pubblicazione della sentenza al saldo.

Le spese di lite e di CTU e di CTP ( queste ultime per euro 632,00) seguono la soccombenza.

PQM

Il giudice, definitivamente decidendo, ogni altra domanda ed eccezione respinta

In accoglimento della domanda attorea

  • condanna il Comune di Codigoro a pagare a ________ a titolo di risarcimento del danno la somma di euro 15.560,00 oltre interessi legali dalla pubblicazione della sentenza al saldo;
  • condanna il convenuto a rifondere all’attrice le spese di lite liquidate in euro 717,90 per anticipazioni, euro 4000,00 per compensi oltre spese generali, IVA e CPA, con distrazione a favore del procuratore antistatario;
  • pone le spese di CTU e di CTP a carico definitivo di parte convenuta

Ferrara, 7.2.2018

Il giudice Caterina Arcani